4 visitatori online
Invisalign, l'alternativa trasparente agli apparecchi per i denti. Un bel sorriso facile e indolore. Lumineers, il modo indolore di far emergere il tuo bello, sano e naturale sorriso. Trasformare il tuo sorriso non poteva essere più facile.
Snaponsmile è un sistema brevettato, semplice e indolore per ottenere un bel sorriso.
  • Il segreto del sorriso perfetto
  • invisalign
  • radiofrequenza essenziale, bellezza viso, pelle, acne, imperfezioni della cute, studio dentistico e odontoiatrico bari

Cosmetica dentale

Sbiancamento dei denti

L’esigenza di avere un bel sorriso di candore smagliante con denti bianchi e brillanti, privi di discromie e macchie è diventata oggi di fondamentale importanza. Infatti le relazioni interpersonali sono influenzate dall’aspetto estetico che quanto più risulta gradevole tanto più aiuta a sentirsi bene e a comunicare meglio.
Di conseguenza è aumentata la richiesta da parte dei pazienti di trattamenti estetici rivolti a rimuovere gli inestetismi cromatici dei denti dovuti ad alimenti, bevande, uso di antibiotici a base di tetracicline, fumo, trattamenti endodontici, oltre al naturale invecchiamento dello smalto dentale. Per venire incontro a questa richiesta l’industria ci mette a disposizione ormai una grande quantità di prodotti che permettono di soddisfare ogni esigenza.

Le discromie dentali

Le  discromie possono essere causate da agenti esterni (discromie estrinseche) come cibi,bevande, placca,tartaro, fumo,prodotti con clorexidina oppure da fattori di varia natura dovuti al deposito nella struttura organica o minerale del dente di pigmenti nel corso dello sviluppo e/o della mineralizzazione dei germi dentari (discromie intrinseche) come tetracicline e fluorosi nei denti vitali ed emorragie e decomposizione del tessuto pulpare nei denti non vitali.
Mentre le prime possono essere rimosse facilmente mediante l’uso di  una specifica pasta dentifricia o mediante tecniche di abrasione professionale, le  seconde richiedono l’utilizzazione di prodotti contenenti perossidi.
I composti sbiancanti sono per lo più composti ossidanti diretti, come l’acqua ossigenata, ed indiretti, come il cloro che, con l’acqua, reagisce formando acido cloridrico ed ossigeno nascente.
Le reazioni sbiancanti consistono in processi di ossidoriduzione che degradano i pigmenti o gruppi cromofori presenti negli spazi interprismatici dello smalto ed accumulatisi a livello della superficie di giunzione tra smalto e dentina e solitamente costituiti da complessi contenenti doppi legami, sistemi aromatici e sistemi chinonici; durante il processo di sbiancamento i perossidi attaccano i doppi legami insaturi dei cromofori, producendo composti dal peso molecolare più basso,di solito acidi carbossilici, che oltre ad essere incolori, sono solubili in acqua e facilmente lavabili.
I cromofori perdono la loro capacità colorante e i denti riacquistano il loro bianco naturale.
L’acqua ossigenata o perossido di idrogeno, energico ossidante, si decompone formando acqua e svolgendo ossigeno in maniera più rapida quanto più aumenta la temperatura.
Lo smalto e la dentina sono molto permeabili ai perossidi, ma il meccanismo di azione con cui ciò avviene non è ancora ben chiaro. Lo smalto presenta dei micropori che presumibilmente favoriscono il passaggio dei perossidi che però avviene sicuramente anche mediante altri meccanismi. Inoltre la capacità del perossido di generare radicali liberi, sostanze estremamente reattive in grado di provocare fenomeni di invecchiamento dannosi per le cellule, ha creato qualche dubbio sulla sua utilizzazione.

Tecniche di sbiancamento

Per rendere i denti più bianchi sono state sperimentate diverse tecniche fin dall’età romana dove le donne patrizie ricorrevano all’urina (quella portoghese era considerata la migliore) mentre nel Rinascimento veniva utilizzato un corrosivo detto acquaforte. In epoche recenti sono stati utilizzati
composti più o meno aggressivi (acido ossalico Capple 1877, acido idrocloridrico Kane 1916) fino ad arrivare alle recenti tecniche di sbiancamento realizzate con l’uso del perossido di idrogeno a diverse diluizioni (Ames 1937, McInnes 1966). Nel 1974 Cohen mette a punto una metodica basata sul principio che il calore è in grado di accelerare le reazioni chimiche, favorendo la dissociazione del perossido ed aumentando la formazione di ossigeno e dello ione  superperossido A partire dagli anni 80 la letteratura documenta una serie di studi dove l’uso del perossido d’idrogeno è associato all’uso di una fonte di calore (Jordan e Boksman 1984 ; Feinman, Goldstein, Garber 1987).
Tali tecniche erano insicure e dannose per il rischio di creare ustioni ai tessuti molli e grave ipersensibilità dentale.(7) Inoltre non erano di facile utilizzo perché richiedevano  estrema precauzione nell’isolare la gengiva con diga di gomma e vaselina, nel proteggere gli occhi del paziente e dell’operatore, nell’inumidire con acqua la garza idrofila che veniva posta sul volto del paziente. Tutti questi motivi associati a risultati  alterni, hanno fatto si che tale  metodica cadesse in disuso.

Esistono fondamentalmente tre tecniche di sbiancamento:

punto Domiciliare o "Home Bleaching" che utilizza un gel di perossido di carbamide a concentrazioni dal 10 al 20% con un cucchiaio individuale che viene portato per diverse ore di giorno o di notte. Normalmente si ottengono risultati efficaci nel giro di 15 giorni per arcata con una  modesta ipersensibilità comunque sempre transitoria (professionale o “in office” bleaching: sono sistemi professionali che di solito utilizzano gel a base di perossido di idrogeno in concentrazioni tra il 20 ed il 50% solitamente attivati (power bleaching) da un catalizzatore chimico (booster) o da una fonte luminosa o termica (lampade alogene, al plasma o laser).
punto Mista. Tecnica che nei casi più difficili associa una o più sedute professionali ad un breve periodo di trattamento domiciliare.